
Cos'è la supervisione
La motivazione al lavoro d'aiuto richiede una manutenzione continua. Aiutare gratifica, ma stanca: e quando le soluzioni non si trovano, il senso di impotenza e di frustrazione fa parte del mestiere.
La supervisione è lo spazio in cui quel peso torna ad avere una forma pensabile.
Un processo strutturato di apprendimento, riflessione e valutazione che nasce tra un professionista esperto e chi opera nella relazione d'aiuto, nel corso stesso del proprio agire professionale.
Non è un controllo sull'operato né una verifica delle prestazioni. È un processo di presa di coscienza costruttiva dei nodi che emergono sia nella relazione con il cliente sia nel rapporto con l'organizzazione in cui si lavora.
L'etimologia della parola rimanda all'atto di osservare dall'alto: guardare la propria pratica da una distanza che permette di vederne la forma.

A cosa serve
Analizzare le situazioni complesse incontrate con i clienti
Esplorare le dinamiche relazionali e i vissuti personali che il lavoro mette in movimento
Individuare nuove strategie di intervento
Affinare l'approccio relazionale e la qualità del servizio offerto
Sostenere la motivazione nel tempo
Come si svolge
La supervisione può essere individuale o di gruppo. In entrambi i casi il lavoro parte dai casi reali portati dai partecipanti e procede attraverso il confronto con il supervisore e, nel formato di gruppo, con la comunità dei colleghi.
Riflettere sulle proprie azioni e sul modo in cui si affrontano i casi è ciò che fa crescere un professionista. La supervisione non aggiunge tecniche: rende più consapevole l'uso di quelle che già si hanno.
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